Nella fase iniziale si insegna quello che viene chiamato “judo inferiore” , poiché si lavora sul corpo. Il principiante impara la consapevolezza del pericolo,a valutare l’importanza dello spazio e la distanza nel contatto fisico. Le prese judo e la vicinanza dei due avversari possono sviluppare , inoltre , una spiccata consapevolezza di forza e potenza. Lo studio in seguito approfondirà questi concetti:
- rei–no–kokoro è lo spirito del rispetto senza il quale lo studio porta rovina
- waza è la tecnica , disciplina e coordinazione del corpo
- kime è l’uso dell’ energia in tutte le sue eccezioni
- keiko è il duro allenamento , che porta al distacco dei senzi dall’ego.
Più avanti si passa al judo superiore cioè all’approfondimento della disciplina e alla forza interiore del praticante. Questo attraverso:
- randori è la concentrazione un un unico oggetto ( tecnica)
- shiai è la meditazione senza oggetto , senza paura e senza desiderio
- kata , mente vuota e spirito creativo
Il judo è un ‘ attività che richiede un allenamento costante.
Sono moltissime le persone che si avvicinano a questa disciplina ( molti anche bambini).
È una lotta non violenta finalizzata al raggiungimento del controllo dell’avversario.
L’insegnante è una figura importante della disciplina , che insegna e stimola gli atleti , in modo particolare con i bambini , dove il maestro inflessibile assume sempre piu’ un ruolo di educatore.
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